martedì 8 aprile 2008

25/26 Luglio
HongKong/Monaco/Italia

Dopo una buona colazione si parte alla scoperta di Hong-Kong di giorno. Saliamo sino al Peak Vittoria un belvedere da dove si può ammirare il panorama dell’intera isola. Sembra di rivedere tante immagini viste e riviste nei film e nei documentari. Foto a tempesta e riprese speriamo buone. Scendiamo al porto di Aberdeen e per 50 HKD facciamo un giro in sampan tra le case galleggianti. Oltre a vedere le persone che svolgono a bordo le normali operazioni giornaliere, passiamo davanti ad un ristorante galleggiante che è stato una location per il film Goldfinger. Torniamo a terra non prima di avere acquistato qualcosa sulla barca e ci dirigiamo verso una spiaggia limitrofa ad un tempio costruito in tempi recenti che visitiamo.
La giornata è soleggiata e calda, ma all’ombra fa quasi fresco. Fedra scende sino al mare e si bagna i piedi mentre Enzo solo una mano. Potranno dire di aver toccato il Mar Cinese Meridionale. Gli altri al riparo sotto l’ombra di un albero del viale.
Lasciamo il mare e torniamo in albergo dove abbiamo una stanza a disposizione per rinfrescarci e depositare i bagagli a mano. Scendiamo dopo un po’ per andare a mangiare al centro commerciale adiacente. Pranziamo con dei panini e alla fine le signore decidono di esaminare a fondo i negozi del centro nonostante la calura opprimente e ci danno appuntamento a dopo tre ore. Noi maschietti passiamo il pomeriggio in attività diverse. Nino ne approfitta per una lunga doccia ristoratrice, Enzo va in giro per elettronica (e altre foto), Enrico fa l’esperienza del cinema ad Hong-Kong: l’ultimo Harry Potter in inglese (era offerto anche in cinese ma mi è sembrato eccessivo), in compenso sala eccezionale con postazione per bibite e popcorn e, per la prima volta, ho sentito un freddo pazzesco!
Alle 20:00, dopo esserci riuniti, si parte per raggiungere l’aeroporto. Durante il percorso abbiamo la possibilità di scorgere parte del porto commerciale che è una immensa distesa di containers e gru grandissime. Un vero colpo d’occhio. Check-in senza problemi e partenza in perfetto orario alle 23:20. Viaggio perfetto, ottimo il pilota, indovinato l’abbigliamento leggerissimo. Solito caldo solo nei soliti posti: i nostri!
Salutiamo prima dell’atterraggio e facciamo bene perché i tempi per il volo per Roma sono ristrettissimi ed il controllo bagagli a mano è lentissimo. (i tedeschi, sempre i soliti!) Arriviamo all’imbarco che già siamo stati chiamati dall’altoparlante. L’aereo è quasi completamente vuoto, forse siamo in 25.
Atterrati a Fiumicino ci accorgiamo di essere tornati in Italia: niente carrelli, cessi sporchi e prezzi alle stelle. Non migliora a Punta Raisi. Una per tutte: all’arrivo internazionale ci sono i carrelli, ma per prenderli devi avere un euro per sganciarlo altrimenti …. E’ certo, siamo a casa!

24 Luglio
Canton/HongKong
Royal Plaza Hotel


Splendida colazione al 39° piano. Panorama stupendo! Indugiamo un po’ più del solito per godercelo (unica nota positiva di questo albergo). Partenza e visita al tempio della famiglia Chen. Veramente molto bello e antico, il caldo è asfissiante. Vediamo dei pregevoli manufatti originali in avorio e dei curatissimi giardini. Ci spostiamo per attraversare il mercato degli animali e dei prodotti medicinali occorrenti per confezionare le medicine tradizionali. Ci districhiamo tra sacchi e pacchi di lombrichi, serpenti, scarafaggi, cavallucci marini, sanguisughe ed altre amenità rigorosamente essiccate nonché una miriade di erbe, radici e tuberi esposti in bella vista.
Proseguendo a piedi, attraversiamo un cavalcavia ed arriviamo nel quartiere storico dell’isola di Shamian che anticamente è stato residenza/rifugio di inglesi e francesi dopo che le loro case al centro furono bruciate. L’intera zona ore è di proprietà del Governo; gli immobili non possono essere acquistati ma solamente dati in affitto. Tutta la zona è alberata e piena di parchi e giardini dal taglio europeo.
Per le strade ed un po’ dovunque, sono state poste delle statue in bronzo che rappresentano momenti di vita in comune tra stranieri e cinesi. Durante la passeggiata incontriamo una sposa che si presta ad essere fotografata guardata da lontano dal marito, o promesso sposo, un po’ seccato.
La guida ci dice che questo incontro è segno di grande fortuna per noi.
Riprendiamo il pullman per andare a visitare una fabbrica/emporio statale di ceramiche, specialità di Canton. Incredibilmente compriamo anche noi qualcosa. Pranzo al ristorante. Tavolo scomodo che provoca le ire di Nino, ma mangiamo bene. Chiediamo il bis di riso alla cantonese, il migliore che abbiamo mangiato in Cina. Ci viene detto che il riso alla Cantonese è semplice riso bollito però, poiché noi occidentali lo conosciamo con uovo, gamberetti e piselli, ce lo cucinano così.
Di corsa al nuovo porto e, dopo le formalità doganali, imbarchiamo sull’aliscafo per Hong-Kong.
Viaggio di due ore tranquillo e mentre noi riposiamo, i cinesi … mangiano di tutto! All’arrivo recuperiamo i bagagli e passiamo nuovamente il controllo passaporti. Nonostante Hong-Kong faccia ormai parte della Cina ha ancora per 40 anni uno statuto speciale che le consente una moneta sua (il dollaro, dal valore leggermente superiore allo yuan) e delle frontiere proprie che gli stranieri possono attraversare senza molte formalità mentre per i cinesi non residenti occorre il visto preventivo. Incontriamo la guida e notiamo che il pullman è molto bello e comodo. Da una prima occhiata durante il tragitto per l’albergo, sembra che siamo arrivati nel paese dei balocchi: luci e insegne dappertutto! Dopo essere entrati in un parcheggio privato, veniamo lasciati proprio davanti la porta dell’albergo.
Il lusso e l’odore del denaro si sentono nell’aria.
Prendiamo possesso delle camere e ci organizziamo per un boccone nel vicino centro commerciale (cene e pranzi liberi). Facciamo in tempo a prendere la navetta dell’albergo che ci porta sul lungomare. Foto e riprese di rito con tanti “Ohhh” nel mezzo per quello che vediamo (poiché anche qui sono poveri a mezzanotte spengono tutto). Con gli occhi pieni di quanto abbiamo visto, torniamo in albergo per la notte. Una notazione: la navetta correva come e più di una macchina e se consideriamo che l’assetto urbanistico è tipo Montecarlo ….

lunedì 7 aprile 2008

23 Luglio
Guilin/Canton
Hotel Landmark


Sveglia alle 06:30 partenza alle 08:00
Andiamo a vedere la “Collina di Fubo”. Un giardino con la statua del generale FUBO ed una serie di grotte scavate nella montagna che contengono un tempio buddista e consentono la visione di un laghetto interno. E’ possibile salire sulla sommità della collina, ma solo pochi del gruppo ci provano. Per par condicio non tralasciamo di acquistare dalle bancarelle locali prima di andar via.
Ci dirigiamo alla volta della “grotta del Flauto di Bambù”. Pensavamo di scendere ed invece si ricomincia a salire: centinaia di gradini! Alla base troviamo dei portantini che trasportano a spalla i turisti pigri; io e Margherita ci facciamo sopra più di un pensierino, ma alla nostra vista tirano su un cartello: PAUSA PRANZO. Sti cinesi mangiano proprio a tutte le ore del giorno! Cominciamo a salire e quando pensiamo di essere arrivati, dopo circa 15 minuti, vediamo un’altra postazione di portantine. Prima che ci prenda il coccolone ci avvertono che siamo arrivati e che la portantina serve solo per le fotografie. In effetti mancano solo un paio di rampe. Si arriva all’imboccatura della grotta e, in un buio quasi totale e su di un terreno molto scivoloso, si comincia a scendere. Per me, che non sono mai stato all’interno di un ambiente simile, è tutto sbalorditivo. Ci inoltriamo tra rocce, stalattiti e stalagmiti. Le volte sono a tratti molto alte e sapientemente illuminate, anche se per periodi troppo brevi per fotografare bene. Camminiamo guardando a destra e a sinistra le figure che le concrezioni di calcare hanno disegnato.
Come dice la nostra simpaticissima guida locale Lì Già Lì, usando la fantasia si può vedere molto di più di quello che realmente l’occhio percepisce. Passaggi lunghi e stretti, laghetti sotterranei, salite e discese all’interno della grotta stessa, tra l’altro molto grande e profonda, ci fanno passare da una meraviglia all’altra. Alla fine … tornammo a riveder le stelle … per la verità … il sole … e non da solo: dopo la frescura della caverna ritroviamo anche il classico caldo afoso cinese.
Si riparte. Sosta ad una fabbrica di perle dove, prima di accedere alla zona “compere”, assistiamo ad una sfilata di giovani donne che mostrano gioielli con le perle. Ovviamente compere e solo dopo al ristorante dove Nino, al termine, ha offerto caffè a tutti fatto con la sua fedele moka da viaggio (praticamente ha fatto costruire una valigia tutto attorno alla Moka).
Per il dopo pranzo ci viene proposta una gita ad un vecchio villaggio (10Y). Accettiamo e ci ritroviamo in una realtà simile ad un nostro paese degli anni 50 ma ancora più degradato e zanzare così agguerrite da sembrare avere in odio chiunque non fosse cinese. Il caldo è veramente opprimente; sono le 15:00 ed il sole splende come in pieno deserto: il sudore scende a rivoletti sul viso e sul dorso.
Abbiamo visitato la scuola del villaggio. Questa volta Margherita non ha pianto come in Egitto, al villaggio nubiano, ma ci siamo andati molto vicini. Anche qui, al termine della visita, si è rinnovato il miracolo della trasformazione del nulla.
Girovagando per il villaggio abbiamo modo di sbirciare all’interno di qualche casa, tra le viuzze del paesello, abbiamo modo di salire sul ponticello ed osservare le imbarcazioni che si dondolano oziose sotto la calura opprimente.
I volti degli abitanti (ma forse sono solo figuranti) rispecchiano quello che deve essere la loro vita: Tranquilla, ritmi “messicani”, un po’ sul fiume, un poco a terra ad aggiustare le reti, un poco a ciondolare o a schiacciare un pisolino all’ombra. Ma a guardarli bene, forse non è tutto proprio così idilliaco. Le foto, e qui non ne vedrete, sembrano raccontare tutta un’altra storia. Decidiamo di tornare al pullman e quasi non riusciamo a trovare la strada perché dove prima c’erano strade assolutamente vuote, dopo il nostro passaggio è stato tutto un florilegio di bancarelle, banchetti e appoggi di fortuna dove vengono esposti allo sguardo “poco interessato” (e chi ci crede!) delle signore, souvenir ed oggetti di tutti i tipi, dall’antiquariato al vecchiume. Al primo stop di una di loro (forse era il segnale convenuto) all’unisono si fermano tutte! Quando si dice il gioco di squadra! In poco tempo riescono a trasformare i banchetti in “sbancarelle” (hanno ripulito tutto), si può tornare a casa.
Rientrati a Guilin per una breve sosta in albergo, offriamo e mangiamo i due frutti esotici avuti in regalo il giorno prima: veramente buoni anche se non sappiamo di cosa si tratti.
Ci trasferiamo al centro dove veniamo parcheggiati nella hall dello Sheraton sino alle 19:30 per poi ripartire ed andare all’aeroporto con destinazione Canton. Tentiamo una sortita per le vie vicine nonostante il grande caldo. Nino ed Enzo trovano delle magliette graziose; io guardo: non ci sono le mie misure! Mi consolo gustando un gelato soffice e torniamo al fresco dell’albergo.
Montati sul pullman si fa strada per l’aeroporto. Il morale del gruppo è abbastanza buono; si canta, si scherza, Lì Già Lì si esibisce in due o tre pezzi tipo Karaoke e accenna ad un mezzo balletto. Molto simpatica e quasi carina. Una dolcezza ed una sensibilità tutta orientale in particolare quando pronuncia PLOBOSCIDE. Anche altri del gruppo si esibiscono con alterne fortune. Piccolo intoppo all’aeroporto: ci hanno pesato i bagagli e ci tocca pagare un sovrappeso. Ce la caviamo con 10Y a chilo e riusciamo anche ad eludere il controllo delle misure del bagaglio a mano approfittando di un momento di confusione.
Arriviamo a Canton tardi e ancora più tardi si fa per raggiungere l’albergo. Troppo stanchi per cercare qualcosa da mangiare saliamo in camera (12° piano) e progettiamo doccia e nanna. Mentre disfo i bagagli sento Margherita gridare dal bagno che la doccia è rotta e l’acqua non esce da sopra, ma solo da sotto. Troppo stanco per arrabbiarmi consiglio un bagno cosa che farò anch’io. Letto e nanna.

22 Luglio
Guilin

Sveglia molto co
moda con abbondante e ottima colazione. Ci aspetta più di mezza giornata, pranzo compreso, da trascorrere su un battello che ci porterà giù per il fiume offrendoci la vista del panorama specialità di Guilin. La cabina comune è condizionata e le signore quasi non ne usciranno accontentandosi di ammirare il paesaggio dall’interno. I fotografi del gruppo sembrano formiche impazzite turbando il silenzio del luogo con i continui click delle loro macchine. Il panorama si offre con una meraviglia dopo l’altra. Colline dalla forme più strane, in cui la solita sfrenata fantasia cinese vede forme di animali, si susseguono senza posa. Sul fiume scorrono zattere costituite da 5 o 6 grosse canne di bambù legate assieme e dalla punta leggermente ricurva. Su questo battello improbabile e quasi certamente millenario, vengono trasportati anche turisti seduti su un divanetto con i piedi quasi in acqua. Vediamo gente che fa il bagno, bimbi che sguazzano in acqua, pescatori che vendono i gamberetti appena pescati alle barche che passano (noi li mangeremo cucinati nella cucina a poppa del battello), mandrie di bufali che si rinfrescano nelle acque del fiume e tanto altro ancora. Il tempo perfetto, senza foschia, permette di vedere e fotografare tutto molto bene. Nino prova il brivido di assaggiare una grappa di serpente, gli è andata bene. (Per la protezione animali: il serpente era già morto ….. prima!)
Approdiamo nel primo pomeriggio nei pressi di un villaggio di pescatori da visitare. Sorpresa: il villaggio si è trasformato in una lunga teoria di bancarelle, bar e ristorantini in ogni direzione, non si vedono nemmeno le case! Ci soffermiamo per una quarantina di minuti per consentire alle signore, con sofferenza, di effettuare l’esplorazione delle bancarelle locali.
Non so cosa facciano gli altri, io mi godo un gelato seduto su di uno sgabello di pietra sul lungofiume. Con un trenino elettrico si arriva alla piazzola di sosta del pullmann con cui percorriamo una strada statale: non credo si vada a più di 50 kmh.
Sulla via del ritor
no ci fermiamo all’Ospedale di Medicina Tradizionale Cinese. Nell’attesa di essere introdotti ai segreti della medicina tradizionale cinese, assistiamo ad un’esibizione di Kung-Fu fieramente schifata da Paolo che asserisce essere completamente sbagliati tutti i movimenti e mi richiede la ripresa da fare vedere ad amici competenti. Parliamo finalmente con il gran capo che dopo una breve illustrazione di quanto viene fatto nella clinica, ci invita ad un massaggio ai piedi per la modica spesa di 100 Y. Accettiamo tutti volentieri tranne pochi, Margherita compresa. Che dire del massaggio? Ho chiuso gli occhi e mi sono lasciato coinvolgere dalle sensazioni provate. Rinvenendo, ogni tanto, vedo che attorno a me anche altri hanno gli occhi lucidi: è un’orgia di sensazioni collettiva! E’ tutto studiato: al culmine del piacere siamo avvicinati dal gran capo in persona che propone l’acquisto di pillole per dimagrire, per l’artrosi, per la cura dei malanni più diversi. Ci guardiamo bene dall’acquistare le pillole per la virilità … non servono! Magari in un box riservato … chissà! Rientriamo in albergo molto rilassati; facciamo la doccia e ci prepariamo all’incontro con la coppia locale. Nino lui, Serena lei. Sono molto simpatici. Lei è molto orgogliosa della sua città che io non manco mai di lodare appena possibile, non solo per farle piacere, ma perché in effetti lo penso.
Giriamo un po’ ed alla fine entriamo in un grosso centro commerciale dove visitiamo il reparto alimentare. La curiosità è grande, un negozio cinese per i cinesi.
Vediamo di tutto, roba conosciuta e tanta altra completamente sconosciuta di cui chiediamo informazioni. Tante le variazioni anche di prodotti conosciuti. Alla fine andiamo a cenare in un locale tipico loro. L’esperienza è unica e interessante. Viene fornita una scheda per il tavolo e con questa giri per i box dove puoi scegliere il piatto messo in mostra che ti verrà servito mentre tu continui a girare. Il fatto è che di box ce ne sono veramente tanti! Impieghiamo più di un’ora per scegliere e molto meno per mangiare. A MARGHERITA vengono fornite acqua e forchetta, ma non il bicchiere. Sul tavolo dei cinesi non ci sono bibite di alcun tipo: a pranzo non bevono nulla. Prima di andar via consegni la scheda e paghi. Non riusciamo a sapere quanto sia costato il pranzo perché non ci viene consentito alcun intervento, anzi ci vengono fatti dei regali come è usanza tra di loro. Ci salutiamo la sera in albergo dopo una passeggiata sotto la pioggia e ci conforta il fatto che anche loro non sono riusciti a catturare un taxi. Deve essere un’usanza cinese che i taxi non prendono passeggeri a bordo! Seduti sui divani della hall, troviamo Nino ed Enzo che, come altri, dopo un paio di tentativi di uscire per la visita della città e cormorani, sono rimasti in albergo per la pioggia. Unico fatto di rilievo: ci raccontano che durate uno dei tentativi di sortita sotto la pioggia, hanno visto scendere per parecchi minuti, sulla facciata di un albergo, una cascata d’acqua dall’ultimo piano sino a quasi a terra. Scambiamo ancora due chiacchiere e poi a nanna.


domenica 6 aprile 2008

21 Luglio
Xian/Guilin
Hotel Bravo Holiday Inn


La mattina ci riserva una bella sorpresa: tempo soleggiato e fresco! Visitiamo la “Grande Moschea” dei musulmani arrivati in Cina attraverso la via della seta. All’interno, oltre ai classici luoghi di culto e giardini, vi sono anche le scuole che, mentre noi visitiamo, funzionano.
All’uscita attraversiamo un’area tutta di bancarelle e quindi non se ne può fare a meno: orgia d’acquisti con le signore in evidente stato di godimento.
Ci spostiamo nuovamente al centro per visitare la cinta muraria ancora in perfetto stato di conservazione lungo i 14 km che la costituiscono. Sopra circola un piccolo trenino che si può prendere per percorrere un lungo tratto. Dall’alto di una delle torri facciamo belle foto della città e anche tante riprese. Poiché abbiamo tempo disponibile andiamo a visitare il “Tempio della Piccola Oca Selvatica” che è una replica della “Grande” già vista. Molto bella anche questa; qui acquistiamo dei CD di musica cinese da utilizzare per il montaggio di foto e film. Dopo aver pranzato sulla strada per l’aeroporto, si decide di andare a vedere (a pagamento) “Il piccolo esercito di terracotta” detto “dei guerrieri nudi”. Si tratta di una recente scoperta e sembra che nel sito, da alcuni sondaggi effettuati, si debbano trovare da 8.000 a 10.000 reperti da scavare.
Si tratta di un esercito in miniatura (60 cm circa di altezza) ma in condizioni migliori dei grandi e tanti altri reperti che daranno uno spaccato della vita imperiale e dell’ordinamento socio/politico dell’epoca. Bellissimo l’edificio che insiste sugli scavi. Attraverso pavimenti in vetro si possono vedere i lavori in corso da molto vicino. Tutto splendido!
Arriviamo in aeroporto con il tempo minimo per effettuare le operazioni di imbarco per il trasferimento a Guilin. Aereo in perfetto orario così come l’arrivo dopo un’ora e mezzo di volo. Ad aspettarci, oltre alla guida, anche un vecchio amico: il caldo afoso e umido cinese.
Dal pullmann, durante il transfert dall’aeroporto in albergo, abbiamo un primo assaggio del panorama gloria e vanto della città. E’ semplicemente stupendo; ci siamo sentiti proiettati all’interno di uno dei tanti quadri tipici della Cina e noi ne facciamo parte.
Per la sera viene proposta extra uno spettacolo delle minoranze etniche e di assistere da una barca alla pesca con il cormorano, una specialità del luogo. Buona parte del gruppo si dichiara stanca e viene proposto di effettuarla l’indomani. Restiamo liberi per la serata. Margherita decide di contattare il collega sposato con una cinese di Guilin per incontrarci. Non avendo ricevuto risposta al msg decidiamo di fare una passeggiata attorno al laghetto vicino all’albergo. La notte splendida e non troppo calda ci offre la possibilità di un assaggio del romanticismo che permea questa città. La passeggiata è puramente deliziosa e vediamo che anche tanta gente del luogo gode di questi posti appartata sulle sponde del lago o sdraiata sulle panchine o seduta ai tavoli all’aperto dei locali circostanti. Si avverte proprio un’aria distesa e di tranquillità. Ho omesso di dire, e faccio ammenda, che in ogni posto dove siamo stati ci è sempre stato detto che potevamo uscire tranquillamente senza alcun problema e a qualunque orario, unico avvertimento: i borseggiatori nei luoghi affollati.
Al ritorno in albergo troviamo la coppia contattata che ci stava aspettando. Ci sediamo, chiacchieriamo un po’ e prendiamo appuntamento per l’indomani. Ridoccia, abluzioni e a letto.

sabato 5 aprile 2008

20 Luglio
Xian

Colazione abbondante e si parte per la prima visita sotto una pioggia non forte, ma insistente, : la “Pagoda dell’Oca Selvatica”.
Anche se diamo un’occhiata veloce e scattiamo poche foto a causa del cattivo tempo, riconosciamo ormai la tipica struttura del giardino con annesso tempio.
I templi sono sempre adibiti a culto e sono funzionanti anche durante le visite dei turisti.
Come sempre, nei dintorni, bancarelle per tutti i gusti.

Seconda tappa ai guerrieri di terracotta. Ci passiamo tutta la mattinata e ne vale veramente la pena. Gli scavi sono stati protetti da capannoni imponenti e sono ben documentati. E’ stato emozionante vedere da vicino questi reperti anche se si sono visti parecchie volte in tv. Macchine fotografiche e cineprese si sono surriscaldate e sarà difficile scartare qualcosa anche se mossa o poco a fuoco. Abbiamo avuto anche la fortuna di vedere il contadino che scoprì l’esercito di terracotta, seduto dietro un bancone intento a fumare la pipa e ad autografare il libro sugli scavi. Dopo la visita al primo padiglione andiamo a pranzo all’interno del complesso. Buono il ristorante dove possiamo vedere dal vivo come fanno gli spaghetti per il brodo (come quello che una cameriera sparecchiando mi ha rovesciato addosso) ed i tagliolini per un ragù non meglio identificato, ma molto buono.
Anche gli altri due padiglioni sono all’altezza delle aspettative sia per l’architettura che per i contenuti. Andiamo via sotto una pioggerellina sempre più insistente. Albergo, doccia, riposino e uscita per cenare in un ristorante dove assaggiamo circa 15 specialità di ravioli. Le forme, i colori ed i ripieni sono tutti diversi ma accettabili. Il fatto curioso è che ad ogni portata la ragazza si rivolgeva a me (unico al tavolo ad usare le bacchette) annunciando il piatto ovviamente in cinese. Dopo le prime portate, non ottenendo soddisfazione, si è rivolta a Nuccia sicuramente molto più partecipativa anche se altrettanto ‘incomprendente’. Sarebbero tutti buoni se non fosse per il fatto che sono cotti al vapore e serviti senza alcun condimento e quindi dopo i primi quattro, cinque cominciano ad avere tutti lo stesso sapore. Concludiamo la cena con una pentola di brodo in cui vengono immersi dei raviolini piccolissimi. Si dice che quando ci si serve da questa pentola si contino i raviolini pescati ed in base al loro numero si è più o meno fortunati. Stiamo quasi per privarci di questa prova quando l’inserviente, nel tentativo di accendere sotto la pentola, da quasi fuoco al ristorante.
Dopo cena usciamo a fare una lunga passeggiata visto che ha smesso di piovere. Vediamo le mura di notte e visitiamo il quartiere musulmano con il mercato della frutta secca: un’esplosione di colori! Possiamo anche notare piccole gabbie con dei grilli; i cinesi dedicano molto tempo a questi piccoli animali, li fanno anche combattere. Piccolo incidente a Enzo che, scattando foto a destra e a manca, non si accorge di alcuni cubi di pietra messi a protezione di una via a solo transito pedonale e si ferisce alle gambe. Del ghiaccio sopra, una volta tornati in albergo, scongiura ulteriori danni. Tutti a nanna.
19 Luglio
Shanghai/Xian
Aurum International Hotel

La mattinata si presenta di tutto riposo e con un dilemma: passeggiata di un’ora in barca per i canali di Shanghai
o visita per acquisti al palazzo dei taroccati (un edificio di svariati piani tutti occupati da box in cui si vendono prodotti di tutti i tipi di marche internazionali falsificate)? Dopo 10.000 km di viaggio la scelta è obbligata: il palazzo dei taroccati per alzata di mano 18 a 5! Mi dissocio preferendo una passeggiata nei dintorni e dopo circa un’ora ci si rimette tutti in pullmann per un’altra orgia di acquisti: via Nankino. Questa volta per le signore è veramente dura; si tratta di una bellissima e grande arteria centrale chiusa al traffico costeggiata da negozi di grandi marche nazionali ed estere, ma questa volta autentiche con prezzi all’altezza. Abiti, borse, gioielli, preziose pietre di giada e molto altro ancora. Credo nessuno abbia fatto spese. Uno del gruppo ha ricevuto persino una proposta professional/amorosa prudentemente declinata (la moglie era nei paraggi).
Pranzo senza alcuna lode (negli altri tavoli abbiamo n
otato più resti del solito). Ci si trasferisce in aeroporto (bellissimo anche questo) per spiccare il volo verso Xi’an. Dopo una prima paura per il sovrappeso dei bagagli (tutto bene, ma solo perché non le hanno pesate), ci imbarchiamo in orario, ma restiamo fermi sulla pista per quasi un’ora. Dopo due ore di volo abbastanza decenti per il tempo in atto, atterraggio con sorpresa: piove e fa fresco, anzi, quasi freddo! Bagagli a posto come al solito e incontro con la guida locale GINGA detta Barbara che porta con sé due colleghe che devono fare esperienza. Sembra si aprano buone prospettive per i single del gruppo! Valuteremo alla fine della permanenza chi tra single e co-guide avrà fatto più esperienza. Molto bello l’albergo; inganniamo l’attesa dei bagagli alternandoci nella doccia. Cena discreta, chiacchierata nella hall, tentativo di passeggiata abortito per la pioggia ancora battente e tutti a nanna. Io e Margherita passiamo la notte in bianco per un probabile guasto del condizionatore; non avendo purghe a disposizione passiamo la notte tra barbe e docce. La tv non aiuta; solo canali cinesi e solo telegiornali, ovviamente in cinese.

18 luglio
Shanghai

Sveglia alle 08:00 partenza alle 09:00
Partenza in pullmann per andare a visitare il “tempio del Buddha di Giada”. Un tempio molto grande con una serie di pagode adibite al culto. Durante la visita possiamo assistere alla celebrazione di un rito in memoria di un defunto durante la quale, mentre i monaci salmodiavano le loro preghiere, i parenti bruciavano degli oggetti in miniatura appartenuti al defunto. Molto bella l’ambientazione, curati i giardini, monaco pelato con tunica arancio e … telefonino! Proseguiamo con una passeggiata sul lungomare da dove si può vedere l’insieme dei grattacieli: un colpo d’occhio!
Si riparte e sul percorso ci fermiamo ad una fabbrica/vendita di lana di cachemire. Poco interessante quello che vediamo ed i manufatti non reggono il confronto con quanto abbiamo visto in India. Pranzo poco interessante.
Nel pomeriggio visita al museo nazionale.
L’edificio è molto bello e ricca in particolare la parte dedicata alla preistoria. Molto pochi invece i reperti medievali ed i preziosi. Ciò che rimane dopo i vari saccheggi della Città Proibita e le numerose guerre e rivoluzioni può essere ammirato nei tre piani che insistono sul bellissimo atrio. Parecchie le tele di pittori dell’epoca dinastica con caratteristiche tutte cinesi e alcuni preziosissimi mobili in lacca e pietre preziose con intarsi che meravigliano per raffinatezza e delicatezza tutta orientale.

A Shanghai sono previste poche visite e ci rendiamo conto del motivo quando impattiamo con il traffico della città. Per spostarsi occorre davvero molto tempo. Discreto il ristorante dove ceniamo; passeggiatina e tutti a letto.
17 Luglio
Hangzhou /Shanghai
Days Hotel


Colazione e partenza in pullmann per Shangai.
Il viaggio dovevamo effettuarlo in treno, ma per cause non troppo chiare lo facciamo in pullmann, circa tre ore e mezzo: meglio così. L’autostrada attraversa un paesaggio di campagne con molte fabbriche e grandi agglomerati di palazzi.
L’impatto con Shangai è incredibile: chi non ha mai visto le grandi metropoli americane ora rimane con il naso all’insù, tutto a carico delle cervicali. Le strade non sono molto larghe come a Pechino o ad Angzhou, ma sono fitte di grattacieli uno più bello dell’altro. Mentre nell’immediatezza della periferia ci sono i grattacieli per abitazioni, al centro c’è una piccola Manahttan (la zona si chiama Bund) con grattacieli dalle forme più incredibili. Sono tutti diversi ma uguali nella bellezza e straordinarietà.
Arriviamo in albergo e scopriamo che si trova in una zona in completo rifacimento. Dalle finestre si notano le macerie delle vecchie case abbattute per far posto ad un quartiere residenziale, l’impatto è tremendo.

Facciamo la prima visita al giardino di Yu, un mandarino che alla fine del proprio mandato si è ritirato nella città natia costruendo, per il proprio piacere, questo bellissimo giardino. Come al solito tutto molto verde, antico, schematico (davanti padiglione pubblico, dietro padiglioni riservati alla famiglia e giardini che stimolano alla contemplazione). Non mancano romantici ponticelli, specchi d’acqua con pesci rossi e distese di fiori di loto. Sui muri di cinta, a protezione dello stesso giardino, si intravedono per tutta la lunghezza delle mura due draghi, sculture rigorosamente ad uso dell’Imperatore. Sembra che a chi faceva notare questa ”indelicatezza” venisse risposto “ma questi non sono draghi, hanno solo tre artigli!”

All’uscita solito giro per i negozi che vendono di tutto.
La sera, dopo la cena in albergo, per 100 Y, visita di Shangay by night. Le insegne del centro commerciale conferiscono una policromia di luci e di colori fitta e varia, ma solo sino alle 22:30 perché dopo vengono spente per risparmiare. La guida ci racconta che prima della costruzione di due centrali atomiche, la città doveva fare i conti con il risparmio energetico e la sera i palazzi rimanevano al buio creando un effetto da città fantasma. Abbiamo anche la possibilità di visitare un vecchio quartiere di Shangai rimesso a nuovo dove possiamo vedere la sede della prima riunione del partito comunista. Rientriamo in albergo per la notte.
16 luglio
Hangzhou

Sveglia alle 06:30 partenza 08:30.
La prima visita è al monastero Buddista, con molte statue scavate nella roccia. Abbiamo anche la fortuna di assistere ad una cerimonia religiosa presieduta dal capo della comunità. All’uscita bancarelle e compere.
Si riparte per visitare un’azienda produttrice di the.
La zona è bellissima e molto interessante seguire tutta la trafila della lavorazione, dalla raccolta, all'essiccazione, al confezionamento. Tutta cinese la presentazione di alcuni the.
La visita successiva è alla “Pagoda delle sei armonie”: ancora più bella e stupefacente della precedente. Un lungo sentiero in salita che infila un giardino dopo l’altro, porte tonde e quadrate, statue varie e diverse e angoletti con pagode e composizione di bonsai. Enzo e Nino si offrono di salire sulla pagoda centrale di 13 piani mentre io mi avventuro su per il sentiero in esplorazione dei giardini più in alto. Quello che vedo e fotografo mi ripaga della fatica della salita. Sarei rimasto volentieri almeno un paio di ore tra il verde e il silenzio, ma il pullmann chiama …
Pranzo al ristorante, nessun ricordo.
Nel pomeriggio visita al parco Huagang; tempo bello ma caldo umido asfissiante. Parco splendido come al solito: laghetti, pagode, angoli speciali tutti da immortalare in foto e da conservare nella memoria per tempi peggiori. Arriviamo ai margini del lago e ci imbarchiamo per un breve giro sul lago.





Tutto romantico e surreale. Le coppiette di sposini del gruppo devono sicuramente avvertire quest’atmosfera di pace e tenerezza; chissà se nascerà qualche pargolo con gli occhi a mandorla!
La giornata si conclude con la visita di un’antica farmacia cinese all’interno della città vecchia. Nonostante i 150 anni, il mobilio e quanto vediamo sembra in ottime condizioni.
Se qualcuno pensa ad una farmacia tradizionale sbaglia di grosso. Si tratta in effetti di un grande e alto locale in cui la gente va per seguire una terapia (tisane, massaggi, applicazione di pomate diverse) e nell’attesa che venga preparato il rimedio da prendere secondo la medicina trazionale cinese o che sia da portare via, siede, legge, chiacchiera ed il tutto in un ambiente dalla luce filtrata e dall’aria quasi fresca.
Ovviamente le pareti sono costellate da vasi in ceramica con i contenuti i più disparati che vanno dalle lingue di pipistrello, alle pelli di serpenti, alle code di scorpione e a tante altre cose di cui non abbiamo chiesto il nome. Enzo acquista un lenimento per il dolore ad una spalla (prima lo prova e l’addetta gli esegue un massaggio su due piedi) e Nuccia lo segue a ruota. Margherita compra per 10 Y n.5 scatole di balsamo di tigre (un venditore al villaggio di Tongli, dopo estenuanti trattative, per lo stesso prezzo gliene ha vendute 3: che affare!)

Il caldo soffocante non aiuta a godere di quel che vediamo, ma le signore non si scoraggiano e anche tutte le bancarelle che circondano il luogo godranno del piacere di una loro visita. Persino io compro un sassofono cinese dal suono caldo e profondo ma che sicuramente non riuscirò a suonare. Invoglio anche altri a comprarlo e credo che anche loro, come me, non lo suoneranno mai!
Adesso tutti in albergo per una bella doccia rinfrescante e … deodorante! Durante il percorso la guida ci propone di occupare la serata libera con uno spettacolo ed una cena particolare. Nino ed Enzo passano, in sei accettiamo. Lo spettacolo è stato veramente bello e l’ho ripreso per intero e anche la cena non è da meno. Mangiamo delle pietanze particolari che non ritroveremo per tutto il resto del viaggio quali un tocco di maiale sgrassato, un pesce con un agrodolce molto particolare, una spuma di soja fritta ed una vecchia ricetta eseguita secondo un’antica preparazione: il pollo del mendicante. All’uscita piove a dirotto; tentiamo di prendere un taxi ma non riusciamo a dialogare (appena ti avvicini mettono in moto e vanno via!); acquistiamo allora degli ombrelli (4 per 3 euro) e andiamo a piedi in albergo.
Ritroviamo Dina e Nuccia che raccontano a Margherita la loro bellissima esperienza dal parrucchiere (con meno di cinque euro capelli, massaggio e bacio in fronte). Riproveranno, è stato troppo bello. Nino ed Enzo raccontano dell'esperienza al ristorante (posto carinissimo, cameriera molto simpatica …. incontri attraverso le vetrine per la serie "i barboni non mancano mai"!)

venerdì 4 aprile 2008

15 luglio
Tongli/Hangzhou
Ramada Plaza Haihua

Sveglia alle ore 06:30 bagagli fuori alle 08:00 partenza alle 09:00.
Visita al villaggio di Tongli, un villaggio con l’assetto urbanistico rimasto all’epoca medioevale. Dopo aver parcheggiato ci imbarchiamo su un piccolo trenino per raggiungere il villaggio. Un’atmosfera indescrivibile, solo da vedere e godere. Un villaggio lasciato volutamente all'epoca medioevale dove tutto ti porta indietro nel tempo. Tra laghetti, canali, ponticelli romantici a schiena d'asino, facciamo una passeggiata tanto romantica e gradevole.

Bella anche la “Pagoda della Tigre” dove non mancano bonsai, laghetti con pesci rossi e piccoli padiglioni per la contemplazione.
Pranzo al ristorante, quantitativamente scarso ma buono. Stiamo reggendo bene la cucina cinese e quando la sera ceniamo all’occidentale negli alberghi quasi ci manca.


PROVERBI DI STELLA

Quando abbiamo l‘ombrello mai piove
Il tempo d’estate è come faccia di bambino: cambia subito!


Nel pomeriggio partenza in pullmann per Hangzhou (pronuncia Angiò). Un viaggetto molto riposante, circa due ore e trenta, un’autostrada tutta costeggiata da palazzi e residence e molti altri ne vediamo in costruzione. Arrivati in città restiamo affascinati da quello che vediamo: strade a quattro corsie, grattacieli come funghi, giardini, grande lago con barche a guisa di drago che vi si dondolano, spettacolo con luci e spruzzi d’acqua ed una marea di gente a spasso che si gode il tutto: una cosa veramente sbalorditiva! Lasciamo i bagagli in albergo e facciamo subito una prima passeggiata lungo lago con tante foto e riprese. La sera cena, doccia, nuova passeggiata anche se più breve, letto.


14 luglio
Suzhou & Tongli

Sveglia alle 06:30 partenza 08:30. Solita ottima colazione e soliti ritardatari.
Iniziamo la giornata con la visita alla “Collina della Tigre” che si trova all’interno di uno splendido giardino di Bonsai (parola di origine cinese adottata in seguito dai giapponesi). Piante, laghetti, torri e pagode, tutto molto bello, artistico e poetico.
Proseguiamo con un fuori programma da 8 euro: una gita in barca a motore su di un antico canale.
Approdiamo e facciamo un giro per le stradine ed il mercato locale, dove per strada vediamo in vendita tutto quello che è possibile vendere , dalle cose più strane per noi (anguille o simili, fiori di loto, ed altre improbabili cose di cui non riusciamo a sapere neanche il nome.
Tornati al pullman ci rechiamo presso un vicino stabilimento dove ci viene mostrato il processo di lavorazione della seta, dal baco alla seta filata e lavorata; in parecchi acquistiamo piumini di fiocchi di seta che ci dicono essere anche più caldi delle piume di collo d'oca.

Si riparte per andare a vedere il "giardino dell’Amministratore Umile”.
Il sito è piccolino ma costruito come le code a Disneyland: avvolto su se stesso dando l’impressione di essere molto più grande di quanto non sia.
Un susseguirsi di laghetti, ponticelli e piccoli padiglioni dai nomi lunghi ed esplicativi (padiglione dove prendere il fresco e parlare con la luna etc.).Il pranzo non è eccezionale, nessun ricordo.

Nel pomeriggio visitiamo il “Giardino del Maestro delle reti”, molto piccolo ma suggestivo. Una parte di questo giardino è stata replicata al Metropolitan Museum di N.Y. come esempio di giardino cinese perfetto. Rientriamo in albergo dopo un lungo percorso. Doccia, cena e passeggiatina serale.

sabato 8 settembre 2007

13 luglio
Nanchino/
Suzhou
Jasmine Holiday Inn Hotel


Sveglia alle
06:30. Colazione abbondante all’europea, bacino per il mio onomastico e raduno dei partecipanti nella hall.
Si parte a piedi per un giro della città vecchia. Rivediamo i posti già visitati la sera prima, ma con la guida che ci da alcune informazioni.
Molte foto in alcuni punti particolari che sembrano conservare ancora l’aspetto della Cina tradizionale così come nell’immaginario occidentale.



Attraversiamo il mercato degli animali domestici.
In molti restano convinti che sia un’esposizione di cose da mangiare.
Proseguiamo con il pullmann per una visita al museo di storia civica.
L’edificio è m
olto bello e parecchio interessanti sono i reperti all’interno.
Si può anche vedere la ricostruzione di un villaggio dove si fabbricavano oggetti in ceramica e relativi depositi, forni e laboratori.
Pranzo al ristorante cinese: più che dignitoso.
Nel primo pomeriggio visitiamo il ponte sul fiume Yangtze, un’opera colossale tutta made in China (7,000 operai stipendiati e più di 10,000 volontari).
All’ingresso una statua colossale di Mao. La pioggerellina che cade ed una forte foschia impediscono le fotografie panoramiche dall’alto di una delle torri.
Terminata la visita e passati attraverso un ben fornito negozio statale di oggetti in vetro, ci spostiamo alla stazione per imbarcarci sul treno veloce entrato in funzione da tre mesi soltanto e viaggiare alla volta di Suzhou (pronuncia Sugiò).
Molto bella la stazione e molto ordinati i viaggiatori; il treno non ha nulla da invidiare ai nostri treni migliori: abbiamo toccato la velocità di 206 km all’ora. Giunti a destinazione troviamo la guida locale: Liù. Sembra molto decisa nell’esporre il programma, padrona della lingua italiana e anche simpatica. Dopo aver raggiunto a piedi il pullmann causa lavori in corso nei pressi della stazione, proseguiamo per l’albergo (Holiday Inn) dopo avere attraversato la città vecchia.
Bello l’albergo, cena sontuosa e passeggiatina digestiva durante la quale veniamo fermati da alcuni locali per scambiare qualche parola in inglese. Accadrà ancora in quasi tutti i posti dove siamo andati. I cinesi lo fanno per esercitarsi nella lingua. Qui i prezzi sembrano più alti, vedremo domani le signore cosa ne pensano.

domenica 2 settembre 2007

12 luglio
Pechino/Nanchino – Mandarin Garden

Partenza alle ore 09:00 per visitare il “Tempio del Cielo” che si trova all’interno di un parco molto grande.
Ci soffermiamo a guardare (e qualcuno a partecipare) molta gente che a gruppi fruisce del parco ballando, giocando con dei tamburelli o con delle racchette, ascoltando chi, accompagnato da strumenti vari, si esibisce o partecipa ad una sorta di Karaoke. A guardarli così sembrano tutti felici, partecipativi e molto distesi. Parecchi stanno sdraiati sulle panchine tra verdi prati ed aiuole fiorite: è veramente tutto molto bello.
Procediamo con la visita del “Tempio del Cielo” che strutturalmente si presenta come una … scatola cinese! Tre o quattro cortili uno dietro l’altro con costruzioni varie adibite ad uso pubblico o privato secondo le usanze dell’epoca. Come ormai abbiamo imparato non si entra dentro; si visiona dall’esterno quel che si può e l’interno è anche in penombra.


Dopo essere stati al “centro del mondo” nel giardino adiacente, si va al ristorante all’interno di un albergo. Ottimo pranzo. Una nota su Yuan, per tutto il tempo in cui ci ha accompagnato è riuscito a tenere sotto il braccio una misteriosa e pesante borsa nera solo con la forza del gomito. Nessuno gliel’ha mai vista aprire!


PROVERBI DI UAN
Meglio una volta vedere che
100 sentire;

Se non entri nella tana della tigre come fai
a catturare i tigrotti?

Quando nevica dai
un pezzo di carbone;

Partenza per Nankino.
Superfluo raccontare le meraviglie dell’aeroporto di Pechino che, oltre all’architettura veramente bella, offre servizi utili come carrelli sempre disponibili, telefoni in quantità, chioschi per l’acqua fresca, internet e, immancabili, negozi di ogni genere.
Il volo è andato bene. Poche scosse e parecchie cose da bere e mangiare: la più curiosa è un dolcetto (lo appuriamo in seguito) dal colore verde marcio, farinoso, gommoso e … molto sospetto. Mi faccio forza e lo assaggio: è abbastanza gradevole, ma gli altri non mi credono.

All’arrivo incontriamo la nuova guida “Stella Cadente”; molto simpatica, richiama parecchio le ragazzine dei cartoni animati anche se quelli giapponesi. E parla anche come un cartone animato!
Arriviamo all’albergo che è molto bello; ci rinfreschiamo e ... cena occidentale (sorvoliamo).
Facciamo una passeggiata notturna tra le strade della città vecchia che rivedremo domani mattina. Diamo una sbirciata ai negozi che sono aperti sino a tardissimo: prezzi incredibili, due magliette 7 euro, scarpe da 1,5 a 4 euro e senza ancora aver trattato!
Il caldo umido asfissiante intanto ha allentato un po’ la presa e dopo un po' decidiamo di rientrare. Ritroviamo un po’ a fatica la strada per l’albergo: i navigatori sono troppi e troppo sicuri che la strada da loro indicata sia l’unica da percorrere. Dormiamo il sonno dei giusti confortati dal fresco dell'ambiente condizionato.

venerdì 31 agosto 2007

11 luglio
Pechino

La giornata inizia con una visita ad una fabbrica che lavora la giada. Abbiamo modo di osservare gli artigiani mentre realizzano oggetti belli e incredibili.
Acquisti vari.

Si prosegue per la Grande Muraglia.
Vi accediamo da uno dei quattro punti più in uso dopo aver percorso una strada tutta tra le montagne.
L’insieme è impressionante: una lunga linea che percorre tutto quello che si vede attorno; ogni tanto scompare tra le vallate per poi riapparire senza intravederne la fine. Se si pensa a tutto quello che ra
ppresenta e a quello che c’è voluto in termini di lavoro e vite umane, manca quasi il respiro! Sulle mura, un po’ più sulla destra, dove il camminamento sembra più agevole, si intravede una lunga folla di gente mentre sulla sinistra si avventurano meno persone essendo il tratto delle mura molto più ripido.
Un gruppo composto da veri uomini e donne toste dove poteva andare?
a sinistra! La pendenza in alcuni tratti è veramente pazzesca: occorre piegarsi completamente in avanti per poter procedere. Io e Margherita decidiamo di fermarci prima dell’ultimo tratto troppo difficoltoso (ma poi perché arrivare sino lì? L’importante è starci sopra!), mentre altri riescono a procedere sino al punto più alto. L’effetto generale è impossibile da descrivere, occorre vedere.
Si riparte e prima di arrivare al ristorante, visitiamo una fabbrica di Cloisonné. Molto belli gli oggetti esposti e molto interessante assistere alla lavorazione. Qualcuno compra. Durante il pranzo si assaggia la grappa MAHO TAJ (spero si scriva
così), che ci accompagnerà spesso nei pranzi, cene e … oltre.
Pomeriggio a
lle 13 tombe dei Ming.
Una città pro
ibita in chiave minore. Prima di andare via percorriamo la “via sacra” (un viale di circa 700 metri) che è costeggiata da statue in pietra di animali, personaggi e militari. Il sole caldo, il frinire delle cicale, il verde dei salici ed un generale senso di pace e tranquillità, fanno sì che questa passeggiata diventi uno dei ricordi più belli. Prima di andare via non si può fare a meno di toccare la coda della tartaruga posta al termine del viale stesso: porta bene e qualcuno cerca di toccare il più possibile!
Al rientro facciamo conoscenza con
il traffico di Pechino: micidiale! Sembra che le biciclette siano state sostituite dalle macchine. Comunque nel frattempo ne approfittiamo per vedere e fotografare i grattacieli di diverse forme e modelli. Per fare pochi metri impieghiamo parecchi minuti. Dobbiamo raggiungere un teatro per assistere ad uno spettacolo di acrobati e siamo in ritardo; la guida ci fa scendere e raggiungiamo il teatro a piedi, era proprio lì vicino. Anche l’attraversamento delle strade è un’esperienza; le strisce pedonali servono soltanto per raggruppare i pedoni da investire: tipica efficienza cinese! Lo spettacolo è stato molto bello. Cena al ristorante senza ricordi.

giovedì 30 agosto 2007

10 luglio
Pechino


Sveglia ore 06:30. Colazione buona (c’è di tutto). La giornata si preannuncia pesante e molto piena. Appena fuori dall’albergo assistiamo ad una incessante sfilata di biciclette e motocicli elettrici: Pechino va al lavoro.
Prima visita
al “Palazzo d’Estate” residenza degli imperatori cinesi da aprile a settembre. Un palazzo per modo di dire, piuttosto una Versailles in stile cinese; interi padiglioni costruiti dall'imperatore come regalo alla madre, così come anche una passeggiata coperta, di circa 700 mt, con vista sul lago e con il soffitto decorato con pitture raffiguranti scene diverse.
Sino a questo momento abbiamo visto soltanto gli edifici perché le suppellettili, i mobili e quasi tutti gli arredi sono andati persi (leggi “arrubbati”) durante le svariate rivoluzioni e guerre. Dovevano esserci cose spettacolari ma non esiste più nulla. Vediamo un susseguirsi di vasti cortili riservati alle cerimonie pubbliche e tanti altri più piccoli tutti attorniati da costruzioni con stanze private riservate all’Imperatore, all’Imperatrice, alle Concubine ed ai figli. Un altro spazio è riservato ai “sollazzamenti” dell’Imperatore con le Concubine: leggi passeggiate, giochi a nascondino e … al dottore! Con una barca a motore attraversiamo il lago per raggiungere il pullmann. Sulla strada per il ristorante facciamo una sosta ad una fabbrica di perle, una delle tante visite “comprerecce” che ci toccheranno durante tutto il viaggio.
All’uscita ci aspetta l’immancabile venditore di “Lolex” con ampia scelta: un pezzo due euro e sei pezzi ... dieci euro!
Durante il tragitto per il ristorante abbiamo modo di ammirare il nuovo stadio olimpico a forma di nido in costruzione per le Olimpiadi del 2008.
Pranzo al ristorante cinese con pietanze nuove e buone.
Nel pomerigg
io, visita alla “Città Proibita”, residenza della corte imperiale. E’ stata del tutto svuotata e sopravvivono soltanto gli spazi, le costruzioni, qualche arredo e poco altro. Forse ci aspettavamo di più. Un esempio per tutti: sono sopravvissute più di 300 giare di bronzo molto grandi, originariamente ricoperte d’oro che è stato grattato via; se ne possono vedere solo alcune tracce.
Molti edifici sono in ristrutturazione e purtroppo non vediamo il museo dove sono esposti gran parte del milione e passa di reperti catalogati scrupolosamente dai cinesi, ultime sopravvissute testimonianze del passato fasto imperiale.
Si prosegue con la visita ad un mercato coperto. C’è di tutto; frutta bell
issima e ortaggi coloratissimi e parecchi sconosciuti.
Nino tenta di comprare delle bellissime pesche e, nonostante l’intervento del
la guida, il venditore pretende un prezzo fuori mercato: l’affare è andato a monte! Dalla parte opposta c’è la zona carni e pesce. In pochi riusciamo a sopportare il cattivo odore, ma riusciamo a fotografare quanto esposto: pesci poco noti, polli di tutti i colori (anche neri) e carni dai tagli particolari. In uscita dal mercato notiamo una sfilata di “rotisserie” dove viene cucinato di tutto. Sti cinesi saranno pure piccolini, ma mangiano sempre! Si fa una visita ad una famiglia di cinesi nella loro piccola casa risparmiata dalla distruzione totale delle vecchie abitazioni per far spazio ai grattacieli. Prima però abbiamo subito l’assalto di due venditrici di souvenir.

Ci riposiamo con una passeggiata in risciò tra i vicoli della vecchia Pechino per raggiungere il ristorante. Abbiamo anche avuto il tempo di un piccolo incidente senza alcuna conseguenza. Lasciamo il nostro mezzo e il conducente stravolto (la mancia se l’è meritata tutta).
Ottima cena nel ristorante all’interno della zona vecchia: un mix tra Trastevere ed i Navigli. Piatto forte è l’anatra laccata, una specialità cinese e soprattutto pechinese. Viene servita in modo alquanto teatrale con vista sul taglio (ogni pezzetto deve avere un pezzo di pelle e quindi il taglio è particolare). Buona.

mercoledì 29 agosto 2007

8 luglio
Palermo/Roma/Francoforte

Arrivati in aeroporto effettuiamo il check-in con grande difficoltà a causa del biglietto elettronico emesso: non riescono a lavorarlo. Per fortuna l'aereo porta già 1/2 ora di ritardo e riusciamo a prenderlo con la suspence di quello che potremmo trovare alla biglietteria di Roma.
A Roma tutto bene sia il viaggio che biglietti e posti per Francoforte e per Pechino.
A Francoforte conosciamo Marina, la guida italiana: sembra a posto. I
mbarco per Pechino in perfetto orario e inizio della grande avventura!
Durante il volo soffriamo un grande caldo che sembra localizzato solo nella nostra zona in fatti in coda sono con le copertine per il freddo. Servizio a bordo buono come al solito.



9 luglio
Pechino - Marco Polo Hotel

All'arrivo a Pechino i bagagli sono tutti presenti ed integri. Conosciamo la prima guida cinese di nome Uan (in ogni città ne troveremo una sempre diversa).
Tutti in pullm
ann e prima visita al Tempio Tibetano.
Tra le tante meraviglie una delle cose più notevoli è la statua di un Buddha alta 18 metri più altri sei sotto terra, ricavata da un unico tronco d’albero. Andiamo via con le fotocamere in fiamme.
Primo impatt
o con la cucina cinese in un ristorante cittadino. Tutto quasi OK.
Nel pomeriggio seconda visita della giornata: Piazza Tien An Men (la porta della pace celeste).
Immensa, con diverse grandi costruzioni lungo i lati. Si approfitta del lu
ogo per la foto ufficiale del gruppo anche se mancano Paolo e Veronica che si aggregheranno il giorno dopo. La gente passeggia, gioca con gli aquiloni o si riposa. Sul tardi è piovuto ed abbiamo comprato un ombrellino (10 Y = 1 Euro).
Torniamo in albergo, cambio, doccia (finalmente) e riposino.
Cena occidentale buona. Piccola conversazione con il gruppo e ... LETTO!

mercoledì 1 agosto 2007

Diario cinese

Cari amici, sto per lanciarmi anch'io in questa vecchia ... novita! proverò a postare i miei diari di viaggio, almeno di quelli che lo meritano. Non so come finirà, ma, dice Uan: non puoi prendere tigrotti se non entri nella tana! quindi ....